Caccia e Pesca

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"Rispetta gli animali selvatici che cacci, i boschi e le campagne in cui cammini. Immergi te stesso nell'esperienza della vita all'aperto. Ciò ripulirà la tua anima e farà di te una persona migliore" (Fred Bear)

L’Arco è stato il primo pensiero umano evoluto applicato a un’arma e l’unico strumento predatorio la cui essenza è rimasta immutata dalla preistoria ad oggi.

La totale integrazione con l’ambiente naturale e una conoscenza profonda delle specie cacciate sono condizioni indispensabili per raggiungere l'obiettivo. La Caccia con l’Arco Tradizionale implica una vicinanza estrema alla preda poiché la freccia è guidata esclusivamente dal coordinamento tra mente, occhi e braccia. Per questo è l’unica espressione venatoria dove la difficoltà nell’avvicinamento è maggiore dell’esecuzione del tiro. Il rispetto per l’animale cacciato impone di esprimere solo sicurezza, senza sfidare i limiti personali. E' necessaria la consapevolezza delle proprie capacità per saper rinunciare quando, nell’emozione dell’azione, compare il dubbio. CACCIA CON ARCO TRADIZIONALE, per riscoprire la sensazione di sentirsi un predatore e assaporare quanto la natura offre senza intermediari. CON LA RESPONSABILITA' di riuscire a garantire ai nostri figli la possibilità di raccogliere i frutti della stessa eredità che noi abbiamo ricevuto. Può darsi che un giorno, il buon Dio, vi chiederà se avete apprezzato la magnificenza della natura da Lui creata e se avete raccolto i suoi frutti per onorarla, senza offenderla e rispettando le sue regole eterne e immutabili. Io voglio essere dalla parte di chi, senza ipocrisia, risponderà in modo affermativo.

Riconoscimenti

La mia storia di cacciatore con l'arco non inizia casualmente ma è il frutto di una grande passione manifestata, incoraggiata e condivisa grazie all'amicizia con degli arcieri, all'epoca tra i più esperti cacciatori con l'arco in Italia. Questi personaggi, avendo visto in me il sacro fuoco della passione, si adoperarono per mettermi in condizione di realizzare un sogno che prosegue ad oggi. Purtroppo, nel corso della vita spesso ci si perde ma non si deve mai perdere il ricordo di ciò che abbiamo ricevuto e con gratitudine ricordo Giulio Bertani (all'epoca rappresentate della NBEF Italia per conto della FIARC), Luigi Genzini (istruttore di Kiudo della scuola EKY) e Giovanni Battista Grassi detto Nino (cacciatore e pluridecorato campione di tiro con l'arco tradizionale). Furono Nino e Gigi a contattare il Bertani per farmi acquisire il brevetto NBEF senza il quale non avrei potuto cacciare negli USA e, nello stesso anno, a coinvolgermi in un'avventura di caccia al cervo organizzata dal loro amico Len Cardinale (di recente entrato nella Archery "All of Fame") negli spendidi boschi di Eldred Preserve nelle Catskill (NY). Vale la pena ricordare, per comprendere quanto le cose sono cambiate nel nostro mondo che, nel 1988, nonostante vi fosse già da qualche anno la possibilità in Italia di fare un corso di caccia con l'arco ed acquisire un'abilitazione ufficiale internazionale, nessun arciere ne aveva ancora fatto richiesta tant'è che nello spazio del brevetto riservato ai commenti mi onoro di avere la nota "First to pass".

Eldred Preserve è a ca. 5 ore di macchina dall'areoporto Kennedy di NY e quando arrivammo era notte. Un fulmine aveva colpito il traliccio della luce lasciando tutta l'area completamente al buio. Nell'ufficio della direzione ci rilasciarono il TAG (licenza di abbattimento) al lume di candela per poter essere operativi già dalla mattina del nuovo giorno. Tra l'altro, la tessera che attestava l'abilitazione NBEF rilasciata in Italia era diversa da quella che i miei amici avevano acquisito nei loro precedenti viaggi negli USA e temevo, visto che non c'erano precedenti, potesse crearsi qualche difficoltà. Il gestore del lodge prese dalla mia mano tremolante la tessera, l'avvicinò alla fiamma della candela per trascrivere i dati sul TAG e non battè ciglio. Grazie agli Dei della caccia filò tutto liscio....

Ero in uno stato ipnotico a causa del rapido susseguirsi degli eventi: l'ansia di arrivare, il blackout e in tasca un cartoncino verde che mi autorizzava a cacciare un cervo e un orso....era l'inizio dell'avventura! Poche ore prima a Roma e adesso nel regno di Pope & Young carico di un emozione che non mi faceva ancora prendere possesso della realtà ma enfatizzava ogni istante.

Stiamo parlando di 28 anni fa, non era la preistoria ma non c'era internet che ti consentiva di vedere i posti dove saresti andato, di comunicare in tempo reale con le persone del luogo per meglio organizzarsi e il mio pessimo inglese (rimasto tale) non facilitava di certo le cose. La stessa esperienza, vissuta oggi, sarebbe stata sicuramente meglio pianificata ma per questo anche meno affascinante.

Dopo poche ore di dormiveglia suonò la sveglia per l'adunata generale, ci dividemmo sui mezzi per raggiungere l'area di caccia. Mi caricarono su un pickup e, dopo un lungo tratto di strada sterrata, venni lasciato in prossimità di un albero su cui era stato messo un nastro rosso di riferimento. Da questo punto mi venne raccomandato di seguire i bottoni catarifrangenti che gli amici americani avevano lasciato sulle piante per consentirci di raggiungere i nostri treestand senza perderci. Fu così che in una lontana piovosa e buia mattina nell'Ottobre del 1988, mi trovai nel cuore di un bosco che non conoscevo e compresi subito alcune cose: la faretra da spalla può andare bene solo per le grandi praterie, sarebbe da sodomizzare chi progetta un tree-stand senza sedile e una lampada di riserva è fondamentale per non trovarsi in guai seri.

Tutto quello che avvenne nel resto della settimana, dall'esperienza sul campo alle stentate conversazioni con Len Cardinale e gli altri bowhunters, lo ricordo come un bel sogno che trasformò il mio stato di cacciatore con l'arco da adolescente a uomo, acquisendo la consapevolezza che arco & caccia erano per me un valore unico e indivisibile che, senza saperlo, avrebbe segnato in modo indelebile il corso della mia vita. In questa breve avventura un sogno diventò realtà e l'inizio di una storia splendida fatta di forti emozioni vissute individualmente ma anche attraverso l'amicizia nata dalla condivisione della stessa passione.

Aver avuto la prima esperienza reale di caccia con l'arco in America, la meta ideale per eccellenza, è stato come aver imparato a guidare su una Ferrari! Purtroppo all'epoca non c'erano in Italia riserve adeguate dove poter fare "gavetta". Se così fosse stato, forse, non avrei sbagliato l'unica freccia, l'unica opportunità concessami ma, il rumore del cuore era assordante e batteva talmente forte che spostò il mio braccio...

(Veriano Marchi - Maggio 2016)

N.B. Il brevetto IBEP (international bowhunter education program) è riconosciuto e accettato negli U.S.A. e in altri paesi stranieri. Attualmente il corso è obbligatorio per la pratica della caccia in 11 stati americani e in circostanze particolari (caccia in aree urbane, aree ad uso speciale, territori federali, ecc). Il corso consente l'acquisizione di una serie importante di informazioni necessarie a garantire la sicurezza della pratica venatoria con l'arco e la sua eticità.

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Un doveroso ringraziamento alla commissione Caccia & Pesca della FIARC che, grazie ad un rinnovato vigore e passione, ha lavorato per incrementare i contatti con i gestori delle acque private e ha dato largo spazio all'informativa e la didattica con l'obiettivo di promuovere e divulgare questa disciplina a livello nazionale.
Grazie a questa politica, oggi, tutti gli iscritti hanno una copertura assicurativa RCT contro terzi, rafforzata rispetto al passato, per la specifica attività della pesca con l'Arco.

Dedico queste pagine all'amico "Nonno Ugo" grande pescatore, a testimonianza che le passioni, quelle vere, aumentano con il passare degli anni, lasciando un riferimento indelebile alle nuove generazioni.

Veriano Marchi

Spero vivamente che queste pagine siano di aiuto ad ogni appassionato e contribuiscano ad espandere maggiormente la pratica della pesca con l’arco che rappresenta, tra l’altro, un grande allenamento al il tiro "naturale" in quanto necessita di particolare capacità d’intuizione e rapidità di azione.
Un ringraziamento particolare e doveroso all’amico Viotto Graziano di Meda, artista nella lavorazione del cuoio, che mi introdusse a questa pratica nei laghi della Geretta (MI) nella lontana Estate del 1996, fornendomi le basi per il buon esito di questa divertente attività.

Vi saluto con un in …. alla Balena
Veriano Marchi

Pesca con l'arcoIntroduzione

I luoghi consentiti
La Pesca con l'Arco è vietata nelle acque demaniali interne e in mare in quanto lo strumento "Arco" non rientra nominativamente tra quelli elencati come consentiti. La Pesca con l'Arco può essere praticata solo nelle "acque private" dietro consenso del proprietario e/o gestore.
L'Obiettivo
Il bello e il difficile di questa tecnica di pesca e riuscire a colpire in profondità e a distanza con una freccia sottile, pesante e senza impennaggio, che non abbia, all'impatto con la superficie dell'acqua, alcuna deviazione mantenendo la traiettoria impostata fino al bersaglio. Se non si ottiene questo risultato dagli strumenti utilizzati dobbiamo limitarci solo a tiri molto brevi ed in superficie, con minore successo e soddisfazione.
L'Attrezzatura in commercio
Quanto troviamo in commercio è il frutto di una cultura proveniente dagli U.S.A dove la pesca con l’arco è praticata in larga misura ma quasi esclusivamente su “raw fish”. Sono in prevalenza specie lacustri molto abbondanti, di grossa mole e lente nei movimenti che stazionando vicino alla superficie consentono un facile avvicinamento, anche con la barca.
Di necessità virtù...
Da noi il discorso è completamente diverso, gli unici posti dove si può pescare sono le acque private e le prede sono rappresentate soprattutto da salmonidi come la trota fario, l’iridea e il salmerino, di varie misure e peso. Queste rappresentano un bersaglio ambito per la piccola stazza, la velocità di movimento, la profondità del tiro e, cosa molto importante, apprezzabili da un punto di vista alimentare. Per ottenere dei buoni risultati dobbiamo mettere in conto una particolare messa a punto tra i vari componenti che costituiranno la nostra attrezzatura (arco-mulinello-filo-freccia-punta) che può richiedere anche modifiche specifiche "ad hoc" ma soprattutto passione, tempo e tanta pazienza.

Tecniche di Pesca


Quando la luce subisce una deviazione passando da un mezzo fisico ad un altro con diversa densità, cambiando la velocità di propagazione, avviene il fenomeno della rifrazione che ci obbliga a tirare più in basso di dove visualizziamo la nostra preda.
Questa misura metrica di difficile estimazione è la chiave di un buon tiro e varia non solo per la profondità, ma anche per la distanza di tiro.
A parità di profondità ma diversa distanza si ha un cambiamento dell'angolo di rifrazione e viceversa. Da questa considerazione si comprende l'infinità di variabili che la mente dell'arciere pescatore deve analizzare prima di scoccare una freccia. Per fortuna è anche sconcertante come si riesca, dopo alcune frecce "sempre troppo alte" ad eseguire istintivamente ogni valutazione e correggere propriamente l'alzo.
Nella fase iniziale di questa pratica, anche un arciere esperto può provare una sorta di frustrazione, ma questo non deve meravigliare ne scoraggiare.
Ogni preda mancata è un dato ben preciso per il nostro hard disk mentale, mentre la velocità di apprendimento è strettamente legata alla ripetitività nei tiri.
Con le frecce propriamente messe a punto per il vostro arco, vedrete degli spilli scomparire in acqua senza spruzzi, potrete essere molto accurati, ma soprattutto la vostra attrezzatura vi consentirà un divertimento totale in quanto non avrete limiti di misura per la cattura se non quelli imposti dal regolamento interno del lago.

Note Particolari

Consiglio vivamente di non indossare anelli ne orologio sul braccio dell’arco.
Il filo di nylon trecciato che trovate in dotazione con quasi tutti i mulinelli non funziona correttamente in quanto assorbe acqua e tende ad attorcigliarsi togliendo velocità alla freccia e rallentando la procedura di recupero. Può essere riutilizzato per le legature sulla freccia.
Per quanto ad oggi sperimentato, il migliore risultato si ottiene con un buon monofilo da pesca. Personalmente uso uno 0,40 mm. di diametro.
Una volta posizionata la freccia sulla finestra dell’arco il filo viene messo in tensione bloccandolo, senza rischio che possa impigliarsi.
Al momento della trazione, dopo aver premuto il pulsante posteriore di sblocco, uscirà dalla bobina solo quello che effettivamente viene richiesto dall’allungo.

Norme di Sicurezza

La pratica in sicurezza è una condizione essenziale per garantire l'affermazione, la continuità storica e legale di un'attività che avviene in ambienti ed aree aperte al pubblico.
Gli incidenti accadono quasi sempre per IGNORANZA o SUPERFICIALITA'.
La prima si contrasta con la conoscenza e la seconda con l'attenzione ai particolari.
Un breve elenco di consigli tecnici, scaturiti dall'esperienza, spero possano essere d'aiuto a quanti, soprattutto i neofiti, si avventureranno in questa pratica:
1- Il filo presente nel mulinello deve essere avvolto mantenendolo in tensione al fine di impedire che le spire si sovrappongano in modo anomalo causandone il blocco e la conseguente rottura al momento che viene richiamato dalla freccia.
2- Il carico di rottura del filo presente nel mulinello deve essere elevato ma dimensionato per STRAPPARSI nel caso la sua uscita venga bloccata da un mal funzionamento o dovuta all'errato avvolgimento sulla bobina. Questo per escludere l'effetto molla che farebbe tornare indietro la freccia con evidenti problemi per l'incolumità dell'arciere.
3- Il braccio e la mano che tengono l'arco devono essere privi di ogni oggetto su cui il filo in uscita potrebbe impigliarsi.
4- L'ARCO DEVE SEMPRE ESSERE TESO MANTENENDO LA PUNTA DELLA FRECCIA VERSO IL BASSO, MAI IL CARICAMENTO DOVRA' AVVENIRE PARTENDO DA UNA POSIZIONE ORIZZONTALE O PEGGIO DALL'ALTO.
5- Negli specchi d'acqua particolarmente ristretti un'attenzione estrema deve essere rivolta ai tiri distanti dove inevitabilmente si tende ad alzare l'arco. Se la riva opposta è frequentata bisogna rinunciare al tiro.

MULINELLO, FILO E ACCESSORI

La velocità di ripetizione del tiro è molto importante poiché quello che non accade in una intera giornata si può realizzare in pochi minuti e in quel breve periodo tutta l’attrezzatura ed il vostro cervello diventano roventi.
Per tale motivo consiglio il mulinello a bobina fissa con recupero veloce, questa versione denominata "Spinner" è la più usata sugli archi per le sue doti di praticità, velocità d’uso e sicurezza.
Esistono in commercio mulinelli "dedicati" alla pesca con l’arco e i più famosi, con garanzia di ottima qualità costruttiva sono i seguenti:

New Muzzy Xtreme Duty Bowfishing Reel 1067-XD
Featuring a stainless steel foot, all steel and brass drive system, over sized stainless steel roller pick up pin, extra large spool, increased line capacity, stainless steel hood and push button cap. Built and designed for bowfishing. Recommended line of either 200# Brownell Fast Flight (item 1070) reel capacity of 100 ft or 150# Braided Spectra (item 1073) reel capacity of 150 ft. Also features dual spool shaft bearings, automotive disc type drag, convertible RH or LH retrieve. Fits anchor reel seat item # 1063.

ZEBCO 808 Bowfisher Reel Specs
• Ball-bearing drive
• Power torque metal gear set for more cranking power
• Dial-adjustable wide-range dual-cam drag system
• Dual ceramic pickup pins
• Changeable right- or left-hand retrieve
• Built-in Hook Keeper
• Auto Bait Alert
• Multi-stop anti-reverse
• Pre-spooled with 80-pound braided line
Fishing Type: Heavy
Line Capacity: 125 yards
Line Weight: 25 pound
Gear Ratio: 2.6:1


Questo supporto è necessario per fissare il mulinello all'arco e, al momento, risulta essere il più robusto presente sul mercato.

Occhiali Polarizzati

Non dobbiamo dimenticare che la pesca con l’arco avviene “a vista”, maggiore sarà la percezione del pesce sotto l’acqua tanto maggiore la possibilità di realizzare un buon tiro.
Un “must” per la pesca con l’arco sono gli occhiali con lenti polarizzate, il loro scopo è quello di eliminare il riflesso della luce solare nell’acqua.
Ne esistono di varie fogge e colorazioni, personalmente preferisco le lenti colore ambra che esaltano la luminosità anche in condizioni critiche e con la montatura avvolgente che impedisce fastidiose infiltrazioni laterali di luce.
Ricordatevi sempre di tenere gli occhiali in “sicura” con un sagolino intorno al collo.

Pesca con l'arcoL'attrezzatura