Le Vipere

Sono un cacciatore, ritengo stupido uccidere gli animali se non per alimentarsi o per difesa.

Mi capita spesso d’assistere a dei linciaggi di molti serpenti, dovuti, credo, ad una repulsione legata più legata a retaggi socio-religiosi, (il serpente come simbolo del male) che a veri pericoli che ci possono procurare.

Non che io sia un loro fan,ma li ritengo animali poco pericolosi, inutili nella nostra alimentazione, mentre svolgono un importante ruolo nell’equilibrio degli ecosistemi in cui vivono. Basta un minimo d’attenzione per poter convivere senza problemi.

Girovagando nel web ho trovato una pubblicazione, della Terza Università di Roma, che tratta delle vipere, soprattutto delle loro abitudini e del loro morso, è una pubblicazione di carattere medico-scientifico, ho cercato di fare una sintesi che potrebbe essere utile per chi frequenta boschi e campagna.

Carlo Deltorchio, arciere della nostra Compagnia

 

Su 3500 specie di serpenti conosciute, solo 300 sono velenose e sono divise in 5 famiglie: Elapidi, Crotalidi, Colubridi, Idrofidi e Viperidi. In Europa sono presenti solo questi ultimi e in Italia in particolare le specie presenti sono quattro. La Sardegna è l’unica regione in cui la vipera non è presente.

La Vipera aspis o vipera comune, diffusa sulle Alpi e sugli Appennini, predilige luoghi caldi e asciutti; di indole mite, fugge se molestata.

La Vipera berus o marasso palustre, diffusa in montagna, è piuttosto aggressiva.

La Vipera ammdytes o vipera dal corno, si trova nelle Alpi Orientali.  È poco aggressiva, ma il suo veleno è il più pericoloso.

La Vipera ursinii, si ritrova nel Gran Sasso, è la meno velenosa ed aggressiva.

 

CARATTERISTICHE

La vipera è un serpente lungo meno di un metro (generalmente 40- 80 cm), di colore grigio-marrone, talora rossastro o giallastro, con una striscia a zig-zag sul dorso. La testa è triangolare ed è più larga del corpo, occhio a fessura verticale; presenta una coda che finisce bruscamente dopo il corpo cilindrico.

 

DOVE SI TROVA

E' presente pressoché in tutta Italia, sia in pianura che in media montagna. Predilige luoghi aridi e caldi; frequentemente  sotto i sassi, in mezzo ad arbusti e siepi. Le temperature alle quali preferisce esporsi sono tra i 15 e i 35 gradi, quindi i mesi dell'anno in cui è più facile incontrarla sono tra maggio e settembre: infatti in inverno è solita andare in letargo, per risvegliarsi in primavera.

Il suo habitat ideale sono le pietraie, i cumuli di sterpi, l'erba alta, soprattutto delle zone esposte al sole e nelle giornate di sole caldo. Non attacca mai se non viene disturbata, in genere perché pestata o perché si sente minacciata da una mano che le si è avvicinata incautamente.

 

L’80% dei morsi è accidentale, mentre il 20% avviene in seguito alla manipolazione del rettile.

I bambini hanno la mortalità più elevata.

 

 

Il morso avviene in tre fasi:

 

-apertura della bocca con un angolo di 180°gradi

-estrazione delle zanne

-scatto in avanti per colpire ed affondare i denti

 

La gravità dell’avvelenamento dipende dalla quantità di veleno iniettato; con un morso viene inoculato il 4-7% della quantità del veleno. Ci possono essere anche 20-30 attacchi successivi, fino a scaricare del tutto le ghiandole velenifere. In media un morso può contenere dai 5-40 mg di principio attivo, minore se la vipera ha da poco morso un altro animale. Le sedi prevalentemente colpite sono:  mano, piede, polpaccio, arti inferiori e superiori, ma i siti di aggressione più pericolosi sono il collo o la testa.

Il quadro clinico varia in base alla:

  • sede del morso

  • tempo trascorso dal morso

  • temperatura ambientale (il caldo, per la vasodilatazione, facilita il passaggio in circolo del veleno)

  • attività svolta dalla vittima dopo il morso ( se la vittima inizia a correre aumenta il passaggio in circolo del veleno)

  • età del rettile (le vipere giovani hanno un veleno meno pericoloso).

Circa il 20% dei morsi di serpente sono morsi “secchi” in cui non vi è alcuna inoculazione di veleno.

Il veleno è essenziale per la vita del rettile, quindi la vipera tende a non sprecarlo  mordendo l’uomo.

Ecco perché a volte si ha evidenza della sede di puntura, ma non c’è comparsa di sintomi sistemici!

 

COME RICONOSCERE IL MORSO   

Il segno caratteristico è la presenza di 2 piccoli fori distanziati di 0,5-1 cm, più profondi degli altri, corrispondenti ai segni lasciati dai denti veleniferi.   

Talvolta il morso può presentare anche altri segni: oltre ai fori dei denti veleniferi, infatti, può essere presente il segno lasciato dagli altri denti, molto meno profondo ed evidente.

Il morso di altri serpenti non velenosi,  non presenta i due fori maggiori, ma  il segno dell’intera arcata dentaria, a forma di V.

 

ATTENZIONE, potrebbe capitare che la vipera abbia perso un dente velenifero, oppure che il morso non sia andato a segno completamente e a fondo. In tal caso può essere presente un solo foro del dente velenifero. 

 

COMPOSIZIONE DEL VELENO

Il veleno della vipera è costituito da acqua, protidi, nucleosidi, ioni, metalli: sostanze che servono ad immobilizzare, uccidere e digerire la preda.

Gli effetti locali e sistemici che ne derivano sono di tipo cardiotossico, nefrotossico e neurotossico; possono concomitare disturbi della coagulazione.

 

EFFETTI CLINICI LOCALI

Entro pochi minuti dal morso compaiono dolore urente e bruciore severi, seguiti da edema duro ingravescente prossimale, eritema, petecchie, ecchimosi e bolle emorragiche che tendono ad estendersi lungo l’arto colpito.

 

INCIDENZA

L'incidenza del morso di vipera sulla mortalità è estremamente bassa. I dati più recenti parlano di meno di un morto l'anno nonostante le persone morse siano piuttosto numerose: secondo i dati raccolti nei soli tre centri antiveleni di Roma, Firenze e Milano ad avere subito un attacco dal più temuto dei serpenti nostrani sono state 1541 persone negli ultimi sei anni.

 

PREVENZIONE

La prima misura di prevenzione è quella di indossare un abbigliamento adeguato alle passeggiate in luoghi impervi (scarponcini da trekking o da montagna, calze, pantaloni lunghi) che mantengano coperte e protette zone del corpo a rischio di morso.

La seconda misura preventiva consiste nel porre la massima attenzione a dove si mettono le mani senza protezione (ad esempio durante la ricerca di funghi, asparagi).

Ricordiamo a questo proposito che la vipera non attacca ma si difende solo se  disturbata da vicino e alla presenza dell'uomo reagisce primariamente con la  fuga.

 

SOCCORSO PRE-OSPEDALIERO

In caso di morso occorre

  • attivare immediatamente i soccorsi (118)

  • tenere a riposo la vittima e tranquillizzarla (in caso di panico può essere utile un blando sedativo per via orale)

  • sfilare anelli e bracciali

  • disinfettare la lesione

  • immobilizzare la parte colpita ( ad esempio un arto) mediante un bendaggio steccato non compressivo

Se la ferita è ad un arto

  • applicare una benda elastica alta almeno 7-10 cm, appena possibile; la fascia va applicata dal morso alla radice dell'arto e deve essere stretta a sufficienza per bloccare la circolazione linfatica (la via attraverso cui il veleno entra in circolo). Verificare però che sia mantenuta la pulsazione arteriosa a valle della fascia.

  • immobilizzare l'arto con una stecca; evitare qualsiasi movimento dell'arto durante il trasporto

  • rimuovere la benda solo al Pronto Soccorso, quando è disponibile il siero antivipera.

Se la ferita è al collo,  alla testa o al tronco

  • applicare un cerotto adesivo ed elastico che comprima il più possibile la parte intorno al morso, per limitare l'entrata in circolo del veleno.

Cosa non fare

  • non agitarsi: il paziente ha bisogno di essere calmato e rassicurato

  • evitare per quanto possibile che il paziente cammini, perché l’attività muscolare favorisce la diffusione del veleno.

  • evitare di rimuovere il veleno dalla sede di inoculo, attraverso l'incisione, la spremitura, la suzione o l'applicazione di dispositivi a pressione negativa, in quanto il veleno entra in circolo per via linfatica e solo in piccolissima parte per via ematica.

  • evitare l'applicazione del ghiaccio che espone a rischio di ustioni o lesioni da freddo

  • evitare l’applicazione del laccio emostatico che può causare ischemia ed una brusca immissione del veleno in circolo, al momento della decompressione

  • somministrare il siero antivipera solo in caso di necessità (v. in seguito): si stima che in Europa muoiano più persone per la scorretta somministrazione del siero che per il morso di vipera!

Rispondendo all'allarme della Federfarma, che denunciava l'assenza del siero dalle farmacie (secondo la normativa in vigore il farmaco deve essere tenuto obbligatoriamente a disposizione), il ministero della Salute ha reso noto infatti che dal 2003 il siero sarà utilizzato solo negli ospedali.

 

Per chi volesse approfondire l’argomento può consultare il sito:

http://w3.uniroma1.it/cav/italiano/itvipera.htm